TRA IL 2023 E IL 2024,
LA FONDAZIONE DEL CIRCOLO E LA PRIMA FASE DI CONSOLIDAMENTO

Nel contesto dei circoli storici della cultura riformista e socialista milanese – il Circolo De Amicis e il Circolo El Salvadanèe (Via dei Amicis 17) – nel giugno del 2023 viene promosso da parte di un primo nucleo di Soci fondatori un nuovo Circolo intitolato al primo sindaco riformista e socialista nel Novecento a Milano, Emilio Caldara.

Il sodalizio assume il nome di Circolo e Centro Studi, per connettere programmaticamente attività partecipativa e attività di ricerca e proposta sui temi in agenda nelle questioni di interesse generale.

Esso opera nello spazio del Circolo El Salvadanèe, condividendone l’amministrazione e alcuni eventi sociali, mentre si va creando un progetto di “Biblioteca Milano” raccogliendo e organizzando donazioni (già in corso) di libri e carte in particolare di figure significative della storia contemporanea di Milano.

Il 24 febbraio 2024 – anniversario della scomparsa del presidente della Repubblica Sandro Pertini – il Circolo “Carla e Sandro Pertini” (affiliato alla Fondazione Pertini con sede a Firenze e al Circolo Caldara) si è aggregato allo spazio di iniziativa, per valorizzare, studiare e raccontare la lunga esperienza di relazioni dei coniugi Pertini (dal tempo dell’insurrezione e liberazione di Milano nel 1945 fino alla fine della loro vita) con la città di Milano e con i suoi sindaci.

premiata fotografia Rocco Cisari Milano
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Emilio Caldara

Emilio Caldara nasce il 20 gennaio 1868 a Soresina da una famiglia di modeste condizioni,
laureandosi in giurisprudenza Pavia. Nel 1891 si trasferisce a Milano, dove lavora come segretario della Società per la pace di E. T. Moneta, il premio Nobel per la pace italiano 1907, frequentando Filippo Turati e Leonida Bissolati e collaborando prima al quotidiano “La lotta di classe” poi alla”Critica sociale”, nel 1896 diventa corrispondente da Milano dell’ “Avanti!”.

Dal 1894 inizia una serie di condanne giudiziarie, nel dicembre è condannato a tre mesi di confino, e dopo i fatti del ‘98 viene condannato a tre anni di carcere, per cui è costretto a riparare a Lugano. Dove collaborò alla stesura dell’opuscolo su Bava Beccaris, pubblicato a Lugano e diffuso in Italia con il falso frontespizio A. Manzoni. I promessi sposi e titolo interno: La storia di un delitto. A difesa della verità.

 

MODELLO CIVICO

Il Circolo Caldara non è affiliato né a partiti politici né ad interessi economico-finanziari.

È un sodalizio indipendente e i Soci non si accreditano sulla base di appartenenze, ma in ordine alla loro reputazione sociale e professionale con una tendenza complessiva all’orientamento della democrazia progressista e riformatrice e un modello culturale riferito alle tradizioni del civismo.

Le sue iniziative sono costruite attraverso un dialogo libero con cittadini e soggetti di orientamenti plurali, nel quadro di un programma istruito dalla direzione scientifica del Circolo e Centro Studi, valutato e approvato dal Consiglio direttivo.

Il dialogo con le istituzioni è condotto nel rispetto delle reciproche autonomie e con l’obiettivo parallelo di agire per la crescita del dibattito pubblico, per il rafforzamento della rappresentanza di interessi generali da parte delle istituzioni e per migliorare il processo di comprensione critica di eventi e processi da parte dei cittadini.

L'Apertura del
Centro Studi Caldara

Il centro ha già oltre cento iscritti e un programma Position Papers
sui principali problemi aperti per il futuro di Milano 2050.

Nell’ottantesimo anniversario della scomparsa di Emilio Caldara – il 31 ottobre 2022 – venticinque cittadini milanesi promotori, tra i quali l’ex-sindaco di Milano ed europarlamentare Giuliano Pisapia, hanno dato vita ad un Centro intitolato a Emilio Caldara.
A questo illustre milanese d’adozione, pioniere della modernità politico-amministrativa della città, si intende intitolare un “Centro studi”, che ha fin dal suo nome un carattere più mirato e operativo di un semplice circolo di relazione. Come sta tornando di moda in più di un ambito associativo tra quelli che si richiamano a figure importanti del passato prossimo della politica italiana, in una fase in cui forse la crisi dei partiti politici ha allentato l’impegno di analisi e di elaborazione, il tema di “associarsi”, “riconoscersi”, “confrontarsi” ha bisogno di trovare una condizione di esprimersi in cui studio, ricerca, confronto e proposta appartengano alle motivazioni strategiche.

Ecco perché il Centro Studi “Emilio Caldara”, ha dato vita a distinte commissioni di lavoro, con un programma annuale che prevede anche eventi ed iniziative a commissioni unite su temi di politica e cultura generale.

Queste commissioni lavorano per valorizzare storia e attualità di temi portanti del socialismo riformatore e municipalistico – con afflato nazionale, europeo e internazionale – che ha avuto la sua formazione basilare nella Milano del primo Novecento.
E bilanciano la loro programmata attività con quella di uno speciale “gruppo di lavoro” che – per la propria finalità – trasversalizza l’impegno e le attività del Centro occupandosi del futuro, cioè attraverso il programma “Milano 2050”, con adeguate aperture alle culture della trasformazione e dell’innovazione.

macro-orientamenti

Gli ambiti delle commissioni riguardano questi macro-orientamenti

  • Area storico-politica
    Con attenzione alla storia del riformismo milanese, alla specificità del “municipalismo” ambrosiano, alle vicende di Milano nella Prima e nella Seconda guerra mondiale (Liberazione e Ricostruzione comprese), alle trasformazioni della politica e dei gruppi dirigenti nell’età repubblicana.
  • Area economica
    Un secolo di progetti e gestione dei servizi pubblici a Milano (1914- 2024); le origini della Fiera Campionaria di Milano e il sistema fieristico del XXI° secolo; in generale l’economia e la finanza delle amministrazioni locali nel ‘900 e fino ad oggi; la città confrontata con le questioni economiche nel quadro delle recenti crisi.
  • Area sociale
    La tradizione e lo sviluppo della politica sociale nel Comune di Milano; i processi di ibridazione e di integrazione e le dinamiche di comunità; costo della vita, consumi e disuguaglianze; diritti sociali e civili e sistema delle pari opportunità; la salute come ricerca e modello di gestione territoriale.
  • Area culturale
    Milano contro l’analfabetismo funzionale; la tradizione formativa civica; tradizione e nuovi caratteri della rete universitaria; l’infrastruttura culturale e i suoi poli di eccellenza.
  • Programma “Milano 2050”
    Sviluppato da un gruppo di lavoro interdisciplinare profilato attorno ai processi di innovazione e di integrazione e dedicato al futuro della Città.
  • Area storico-politica
    Con attenzione alla storia del riformismo milanese, alla specificità del “municipalismo” ambrosiano, alle vicende di Milano nella Prima e nella Seconda guerra mondiale (Liberazione e Ricostruzione comprese), alle trasformazioni della politica e dei gruppi dirigenti nell’età repubblicana.
  • Area economica
    Un secolo di progetti e gestione dei servizi pubblici a Milano (1914- 2024); le origini della Fiera Campionaria di Milano e il sistema fieristico del XXI° secolo; in generale l’economia e la finanza delle amministrazioni locali nel ‘900 e fino ad oggi; la città confrontata con le questioni economiche nel quadro delle recenti crisi.
  • Area sociale
    La tradizione e lo sviluppo della politica sociale nel Comune di Milano; i processi di ibridazione e di integrazione e le dinamiche di comunità; costo della vita, consumi e disuguaglianze; diritti sociali e civili e sistema delle pari opportunità; la salute come ricerca e modello di gestione territoriale.
  • Area culturale
    Milano contro l’analfabetismo funzionale; la tradizione formativa civica; tradizione e nuovi caratteri della rete universitaria; l’infrastruttura culturale e i suoi poli di eccellenza.


  • Programma “Milano 2050”
    Sviluppato da un gruppo di lavoro interdisciplinare profilato attorno ai processi di innovazione e di integrazione e dedicato al futuro della Città.

Da un punto
di vista più generale

Il Centro Studi Caldara promuove attività in presenza e da remoto con l’organizzazione di webseminar ad inviti.
Il sito pubblica i lavori delle Commissioni e il dibattito che viene promosso.
Tra le attività permanenti del “Caldara” una selezione di progetti concordati a Milano con tutte le fondazioni, le associazioni, gli istituti di studi e ricerca e le principali riviste che si richiamano a valori ideali e civili convergenti.
In particolare, esso sarà la sede ospitante a Milano della Fondazione “Sandro Pertini” (che ha la sua sede principale a Firenze).
Si ritiene che almeno un giorno al mese sia dedicato alla presentazione e alla discussione di libri (segnalati dalle Commissioni di lavoro e dalla Presidenza).
Il Consiglio direttivo del Centro è costituito da presidente, vicepresidente/i, direttore scientifico, segretario/a (anche con compiti amministrativi) e dai presidenti delle Commissioni di lavoro.

  • Emilio Caldara nasce il 20 gennaio 1868, ma è un milanese d’adozione. Nasce infatti a Soresina, in provincia di Cremona e studia a Pavia laureandosi in giurisprudenza (con tesi su “Il concetto di libertà in campo economico”). A Milano approda a 23 anni svolgendo le funzioni di segretario della Società per la Pace fondata dal premio Nobel Ernesto Teodoro Moneta; due anni dopo la prima condanna a 3 mesi di confino in quanto sovversivo.
  • Aderisce al PSI diventando corrispondente dell’Avanti di Milano e dopo i moti del 1998 viene condannato a tre anni di carcere, riuscendo a fuggire in Svizzera.
  • Amico e collega di Turati, militante socialista è il teorico del municipalismo socialista o del socialismo municipale. Fin dal 1899 quando fu eletto in comune, teorizza, in un articolo su Critica sociale dal titolo “Teoria e pratica dei servizi pubblici comunali”, che i comuni dovessero avere oltre che maggiore autonomia, maggiori funzioni e compiti in materia sociale e di assistenza, che dovesse avere ampi poteri tributari per ridurre le imposte indirette a favore di quelle dirette, che si dovessero municipalizzare i servizi in primis i trasporti, che si dovesse investire in case per gli operai, attirandosi le critiche feroci sia della consorteria che governava la città sia dei socialisti rivoluzionari che aborrivano ogni pratica amministrativa. La municipalizzazione dell’energia elettrica sarà all’origine delle dimissioni del primo sindaco democratico della città Mussi nel 1904
  • Nel 1901 Caldara partecipa alla fondazione dell'Associazione dei comuni italiani di cui sarà segretario per oltre 15 anni.
  • Riformista e moderato era però favorevole ad una tattica intransigente (cioè contrario ad alleanze con i centristi e i radicali) nelle elezioni comunali perché vi vedeva il rischio di un appiattimento burocratico, fece suo a proposito di riformismo quel che sosteneva Turati: “Riformismo è l'uovo che si accetta oggi rinunciando alla gallina domani” che proseguiva: “nulla di simile è mai allignato nel socialismo positivo. Il quale nell'azione sua fa bensì conquista di successive riforme, ma queste stanno coordinate al fine ultimo di emancipazione che informa tutto il movimento” e anche Treves “I socialisti riformisti sono prima di tutto dei socialisti...il riformismo è il metodo onde si applicano le idealità animatrici del socialismo ai problemi della vita, non è un emporio di riforme a 49 centesimi il pezzo-liquidazione di fine stagione”.
  • Alle elezioni del 1914 i socialisti presentano un programma radicalmente innovativo: municipalizzazione degli asili infantili, delle tramvie, della sanità, riforma tributaria con ’abolizione delle imposte indirette, mentre per la cultura è riassunto nei punti 8 e 9 e del programma si legge: “cura e sviluppo della cultura popolare laica, delle scuole professionali, delle biblioteche popolari, dell'educazione fisica e artistica del popolo” e: “avocazione al comune ed estensione delle opere integratrici della scuola primaria”.
  • Su quel programma vinsero le elezioni il 18 luglio (64 seggi su 80) e Caldara venne eletto sindaco. Nella nuova giunta entreranno teorici del municipalismo come Schiavi, famosi scrittori del tempo come Virgilio Brocchi, industriali come Marangoni, mentre tra gli incarichi minori (ma non tanto) a Mussolini fu dato il CdA della Cariplo.
    Il titolo del Corriere su Caldara fu “Barbarossa a Palazzo Marino”.
  • La guerra però impedì di mettere in pratica parte dei propositi socialisti ma la gestione che Caldara, neutralista convinto, fece degli avvenimenti bellici lo trasformò nella figura più popolare della città. Impose il calmiere sui generi di prima necessità e diede vita ad un ente autonomo dei consumi, , suscitando le ira dei commercianti, aumentò la sovraimposta fondiaria scatenando le ira dei proprietari, progettò la municipalizzazione dei forni e la realizzazione di mulini e silos comunali, avvio un vasto piano di lavori pubblici : il macello e mercato del bestiame, il tubercolosario di Garbagnate, la deviazione dell'Olona, l'abbattimento di un settore dei bastioni, la realizzazione della città degli studi. Nel 1917 municipalizzò i servizi tramviari.
  • Per far fronte all’accoglienza e all’assistenza degli emigranti italiani rimpatriati nell'estate 1914 e dei profughi, che subito dopo la rotta di Caporetto approdarono a Milano dalle zone invase dal nemico (in tutto oltre 100.000 persone), Caldara organizzò una rete di assistenza che coinvolgeva pubblico e privato meritando il plauso della stessa opposizione. Quando nel 1917 i socialisti massimalisti proposero a tutti i sindaci di rassegnare le dimissioni dall’incarico con fini esclusivamente propagandistici, Caldara si oppose nettamente.
  • Nel secondo periodo della sindacatura presentò una serie di progetti strategici: dalla edificazione di un’enorme area di duecentomila metri quadrati poi da adibire a Case popolari alla costruzione di un “porto fluviale”, dalle scuole all’aperto alla municipalizzazione della Scala, dal decentramento degli uffici al progetto di una metropolitana (13 chilometri, spesa prevista 140 milioni), nel 1920 finanzia la creazione della “Fiera Campionaria”.
  • A distanza di più di un secolo dall’insediamento della giunta Caldara possiamo dire che per molti versi progetti, temi e realizzazioni avviate allora siano ancora di piena attualità.
  • Nel dopoguerra, sempre più legato alla corrente riformista rinuncia a ricandidarsi a sindaco della città ma sarà capolista e le elezioni saranno vinte dai socialisti con ampia maggioranza e porteranno all’elezione a sindaco di uno degli assessori della
    Giunta Caldara, Filippetti, presidente dell’Ordine dei Medici.
  • Nel 1921 viene eletto deputato e l’anno successivo verrà espulso con Turati e Matteotti dal PSI fondando il PSU. Nel 1924 venne rieletto deputato e fu aventiniano. Nel 1926 l’anno della decadenza da parlamentare arriverà una condanna per detenzioni d’armi.
  • Muore a Milano il 31 ottobre del 1942.

Emilio Caldara

Emilio Caldara fu il primo sindaco socialista di Milano.
È riconosciuto come l’inventore del municipalismo milanese.

Al tempo stesso fu all’origine dell’attivazione di molte innovazioni sociali, infrastrutturali, amministrative che trasformarono e modernizzarono la città.
Fu artefice dell’attivazione della rete solidale e cooperante dei Comuni italiani.

Insieme a Turati e Matteotti fu parlamentare di prima linea impegnato nella linea delriformismo italiano contro il fascismo insorgente.